WILL (What I Love Learning) – 2025.07

Mese un po’ più “scarico” di quanto avevo in mente, ma scrivere la “Trilogia dell’umano universale” (Perché | Come | Cosa) ha drenato non poco tempo ed energie. Mi ritengo comunque soddisfatto, per aver mantenuto la media per i contenuti medio-lunghi (un libro a settimana, un paio di corsi, tantissimi film e tanta musica esplorata). Sed nunc quoque non moramur (“Ma anche adesso non perdiamo tempo”, Epistula ad Lucilium LXVIII, Seneca), commençons!

LIBRI

Abissi d’acciaio, Isaac Asimov, Romanzo fantascientifico/Mistero/Giallo, 1953

(Titolo originale: The Caves of Steel). Altro capolavoro del grande Asimov, in cui le suggestive descrizioni futuristiche/distopiche sembrano quasi solo il pretesto per affrontare diversi temi “attuali” dell’epoca e che, salvo rare eccezioni, restano attuali anche oggi – una delle eccezioni è la paura della sovrapopolazione, tema ricorrente in diversi romanzi di fantascienza anche nei due decenni successivi (come ne “Il congresso di futurologia”, che Stanisław Lem ha scritto nel 1971), non immaginando che il modello più realistico prevede un plateau nella crescita della popolazione mondiale (per approfondire: wikipedia.org/wiki/Human_population_projections). Tantissimi, per un lettore attento, gli argomenti trattati: utilitarismo e lotta all’inefficienza, il lamento luddista (contro polvere da sparo e carbone, poi contro l’invenzione cervello positronico), “una volta tutto era più semplice” (prima delle veloci autostrade, ma che non descrivo per non “spoilerare”), il solito “ci rubano il lavoro, costano meno, per questo il governo li protegge!” riferito ai robot, la possibilità di figliare in base a status e QI (qui, consiglierei la visione dell’intervento di Jordan Peterson in merito al “problema di cosa far fare a chi è meno intelligente” di cui ho già parlato in Cosa vuoi fare da grande? e, per contrasto, consiglio anche la visione dell’introduzione del film “Idiocracy”), il ricordo della “carne vera” (poi ripreso anche nel film distopico “Soylent Green” ispirato al romanzo “Make Room! Make Room!”, oltre che dal celebre film “Matrix” che a sua volta ha attinto da romanzi come il prima citato “Il congresso di futurologia”). C’è tantissimo altro, come il tema della costruzione “legacy” di robot antropomorfi, letture della mente (che ora non sembrano più così futuristiche, basta vedere alcuni risultati di Neuralink e in generale diverse ricerche pubblicate) e poi tanta, tanta etica su robot e intelligenza artificiale (un classico di Isaac Asimov). Questo libro mi è stato consigliato (grazie D.) e lo consiglio a mia volta.

La felicità domestica, Lev Tolstoj, Romanzo, 1859

La grande letteratura russa dell’Ottocento non delude mai in quanto a profondità dei personaggi e nella minuziosa (ma sempre con uso accorto di parole mai superflue) descrizione di situazioni umane, di scambi nei rapporti interpersonali. Anche qui non c’è penuria di temi affrontati: oltre a quelli prettamente “romantici” e relazionali, ci sono le varie fasi di idealizzazione, cambiamento e adattamento sia interiore sia in casi di trasferimento in altre realtà, di come input interni ed esterni possano generare profonde modifiche all’interno di una persona e nel rapporto con gli altri. Notevole anche la descrizione delle reazioni al cambio di un contesto, che sia urbano o campagnolo, che oggi sarebbe di gran lunga esacerbato da fenomeni di gentrificazione e da disturbi dell’adattamento che interessano tantissime persone – non a caso, continuano ad attirare canali Youtube che intervistano persone che decidono di “fuggire dalla città” (interesse iniziato già anni fa con libri e blog di persone che raccontavano in prima persona tale esperienza in tal senso). Consigliato da Douglas Mortimer, è un romanzo che consiglierei sia a chi si sta preparando a fidanzarsi/convivere, sia a chi è “in fase avanzata” e sente che i rapporti col proprio partner si stiano incrinando.

Secrets of the Baby Whisperer, Tracy Hogg e Melinda Blau, Manuale/Puericultura, 2001

In un certo senso collegato al romanzo precedente (nell’apprezzare le piccole gioie della felicità domestica, incluso il crescere figli), questo testo pratico, scritto dalla prematuramente scomparsa infermiera Hogg, affronta i principali aspetti psicofisici della cura di neonati. Non molto altro da aggiungere, se non che non ho molto apprezzato il solito approccio aneddotico e “personalizzante” tipico di molti saggi anglosassoni (del tipo: questa è la routine che usa tizia per addormentare suo figlio, ora vi racconto di come caia ha svezzato la sua bambina, ecc…). Tolto questo personale giudizio sullo stile narrativo, per il resto può fornire utili spunti per chiunque abbia a che fare con neonati, anche se raccomando vivamente di confrontare/approfondire andando su siti ufficiali accademici, governativi o di organizzazioni serissime e riconosciute (niente gruppi di “mamme pancine”, per carità) per linee guida aggiornate e pubblicazioni.

L’arte della felicità, Tenzin Gyatso (Dalai Lama), Saggio/intervista, 1998

Il libro è stato co-autorato dallo psichiatra Howard C. Cutler, che segue ed intervista il Dalai Lama nel corso di diversi giorni – questo connubio riesce a trasmetterci integralmente le risposte del maestro spirituale insieme al punto di vista di uno specialista occidentale, decisamente molto meglio di libri scritti direttamente da qualche occidentale che ha avuto una qualche esperienza orientale. Vengono affrontati diversi aspetti della vita, da quelli più “banali” e quotidiani fino ai grandi interrogativi esistenziali. Ogni mio possibile altro commento è superfluo; da leggere a prescindere dalla propria spiritualità e dal proprio contesto di appartenenza, un libro per tutti.

La macchia umana, Philip Roth, Romanzo psicologico, 2000

“The Human Stain” è stato suggerito di recente dal filosofo/youtuber Rick DuFer. L’autore è noto per “Pastorale americana” (che gli è valso il premio Pulitzer) ed era capace di descrizioni taglienti, più pungenti di molti spettacoli di stand-up. In questo racconto, in particolare, inizia con un rimando ai noti fatti avvenuti alla Casa Bianca solo un paio d’anni prima: “Se non siete vissuti nel 1998, non sapete cos’è l’ipocrisia” (ma la stessa cosa la potremmo dire in merito alle reazioni del grande pubblico italiano dopo gli scandali personali, non politici/aziendali, che riguardavano un noto presidente del consiglio) – il parallelo USA-Italia potrebbe continuare quando dice che “come minaccia prevalente alla sicurezza del Paese, subentrò il pompinismo”, mentre in Italia, 10 anni dopo, Paolo Guzzanti pubblicò il libro “Mignottocrazia”. I temi affrontati non sono solo quelli “banali” come relazioni tra uomini di una certa età con donne molto più giovani (per inciso, una forte differenza d’età è anche uno dei temi affrontati nel romanzo di Tolstoj che ho consigliato poc’anzi), ma la differenza culturale. Fa riflettere anche come l’autore, nell’anno 2000, aveva già catturato quella manifestazione di vittimismo e di “auto-segregazione” che sfocia in idiozia woke e in comportamenti tutt’altro che progressivi, ma anzi reazionari, di consigli di amministrazione e collegi universitari, meglio descritti recentemente in “The identity trap”. C’è tanto altro, assolutamente consigliato per persone con un cervello sveglio e tendenzialmente scevre da forti pregiudizi e inutili moralismi.

CORSI

Développement psychologique de l’enfant, Università di Ginevra

Questo corso (come la maggior parte di quelli erogati dalla famosa università della Svizzera francese) è disponibile soltanto in lingua francese (“nooo”, “…ma con sottotitoli in tedesco!” – cit.), fortunatamente coi sottotitoli (sempre in francese) è più facile seguirlo per chi non ha molta padronanza della lingua. Trovo sempre affascinante l’evoluzione dei bambini, a dir il vero persino prima del loro concepimento (ad esempio, per gli aspetti di epigenetica coinvolti nei procreatori), in questo sito ne ho già scritto ad esempio in Think of the children (development), ma non solo. A livello personale, questo corso non mi ha insegnato molto, in quanto la quasi totalità degli argomenti l’avevo già approfondita precedentemente, ma per chi è quasi a digiuno con la tematica: si parla di competenze, teoria dell’attaccamento (Bowlby), emozioni primarie e morali, il ruolo fondamentale del gioco, dell’immaginazione, dello sviluppo di creatività e, tema di cui non se ne parla mai abbastanza (e bene), i dannati schermi di dispositivi elettronici (per chi avesse ancora minimi dubbi in merito: fanno malissimo, al punto che, dovessi scegliere tra far respirare fumo passivo di sigarette ad un bambino o esporlo a schermi, non avrei molto da decidere, solo che dei danni derivanti dal primo caso se ne è fortunatamente parlato in abbondanza, attendo che si faccia lo stesso per gli schermi).

The nature of genius, Università di Yale

Corso tenuto dallo stesso professore che ha scritto il libro “The Hidden Habits of Genius”, Craig Wright. Come importante premessa, Wright propone di credere alla teoria che esista “il genio”, se non altro come divertimento e come spunto per riflettere su tanti aspetti, in un’epoca in cui si abusa del termine “genio” per qualunque cosa (ne ha parlato anche il divulgatore/youtuber BarbascuraX) e in cui si dà del genio a personaggi che sono semplicemente famosi, ma che di contributo geniale alla società lasciano ben poco. Un corso sui generis per riflettere più in profondità su alcuni aspetti che la società superficiale tende ad appiattire e amalgamare nel rumore generale, consigliato.

FILM E SERIE

Di film ne ho visti e rivisti decisamente troppi, in gran parte italiani d’epoca.

Still Life, Uberto Pasolini, Drammatico, Regno Unito, 2013

Frenesia dell’Estate, Luigi Zampa, Commedia, Italia, 1964

I banchieri di Dio – Il caso Calvi, Giuseppe Ferrara, Drammatico, Italia, 2002

Il quinto potere, Bill Condon, Drammatico/Biografico, USA, 2013

Film sulla vicenda di Julian Assange e Daniel Domscheit-Berg in WikiLeaks. Solito problema: il popolo ha “bisogno di essere informato”, da un lato, ma anche “il grande fratello ti guarda” (George Orwell) e soprattutto non sempre è un bene che il popolo sappia tutto.

La collina della libertà, Hong Sang-soo, Commedia/Drammatico, Corea del Sud, 2014

Banale, stucchevole, scontato. Può piacere a quelli che pensano che il miglior film del mondo sia “Il fantastico mondo di Amelie”.

L’era legale, Enrico Caria, Commedia, Italia, 2011

Cari fottutissimi amici, Mario Monicelli, Commedia, Italia, 1994

Il segreto del bosco vecchio, Ermanno Olmi, Fantastico/Drammatico, Italia, 1993

Splendor, Ettore Scola, Drammatico, Italia, 1988

Il camorrista, Giuseppe Tornatore, Drammatico/Biografico, Italia, 1986

Mery per sempre, Marco Risi, Drammatico, Italia, 1989

Ragazzi fuori, Marco Risi, Drammatico, Italia, 1990

Per grazia ricevuta, Nino Manfredi, Drammatico, Italia, 1971

Italian Secret Service, Luigi Comencini, Commedia/Spionaggio, Italia, 1968

Il padre di famiglia, Nanni Loy, Drammatico, Italia, 1967

Adulterio all’italiana, Pasquale Festa Campanile, Commedia, Italia, 1966

Vogliamo i colonnelli, Mario Monicelli, Commedia, Italia, 1973

Blek Giek, Enrico Caria, Commedia/Grottesco/Noir, Italia, 2001

I pinguini di Mr. Popper, Mark Waters, Commedia / Famigliare, USA, 2011

I motorizzati, Camillo Mastrocinque, Commedia, Italia, 1962

Testa o croce, Nanni Loy, Commedia, Italia, 1982

Una storia qualunque, Alberto Simone, Drammatico/Sentimentale/Giallo, Italia, 2000

Oltre alla storia in sè, comunque godibile, è possibile dare una lettura più profonda: ad esempio, per la parte iniziale, non è solo non avere casa e il tema del carcere che non permette di mettere nulla da parte, nè di imparare una professione (che poi, anche se fosse, se si esce da anziani, che si fa?), ma anche lo spaesamento come per “Fantozzi va in pensione”, perché la libertà, dopo un lungo tempo in cattività (lavoro compreso) può fare paura. Bella miniserie in due puntate, nonostante alcuni passaggi un po’ scontati (ma va considerato l’anno e il pubblico di riferimento), consigliata.

VIDEO

Come sempre, ho visto troppi video. Escludo qui quelli “specifici” di cui ho fatto maratone per scrivere alcuni articoli (sono disponibili in fondo agli articoli stessi), qui ce ne sono giusto un paio.

The great friendship collapse: Inside The Anti-Social Century | Derek Thompson – Big think

Link al video. L’aumento di produttività, unitamente alla possibilità di slegarsi da tanti lavori manuali legati alla terra, ha permesso di “ottenere” oltre 300 ore “libere” in più all’anno: anziché utilizzarle per qualcosa di significativo, è stato speso per restare immobili davanti a trasmissioni televisive di dubbia qualità (di “intrattenimento” che io chiamerei direttamente “trattenimento”, ci trattengono dal fare qualcosa di più edificante ed appagante). Come non bastasse, esistono “trend” su TikTok e monnezza simile dove ragazzini si mostrano contentissimi di sapere che alcuni eventi sociali sono cancellati: siamo passati dal temere la solitudine a (almeno in apparenza) desiderarla. Contemporaneamente, i chatbot LLM hanno sviluppato anche caratteri che gli utenti possono utilizzare come surrogato al posto degli amici reali. In questo video, l’autore approfondisce l’argomento oltre le note statistiche di solitudine giovanile, partendo dalle analogie che portano i ragazzi a non vedere tanta differenza tra uno scambio di messaggi (visto che ormai le telefonate sono sempre più rare, per non parlare del cercarsi “in presenza”) e l’interazione con un chatbot. Si propone poi una possibile soluzione che lascia sperare, prendendo ispirazione dall’autore Neal Stephenson e dalle comunità Amish, con criterio.

7 modi per riscoprire il piacere dell’OZIO… e difenderlo! – Douglas Mortimer

Link al video. Qui il noto youtuber dell’eleganza e del piacere del buon vivere affronta un tematica a me molto cara: quella della ricerca di un tempo lento per pensare, riflettere e semplicemente godersi l’esistenza in maniera consapevole (ne ho già parlato in diversi articoli, non mi ripeterò).
L’ozio non è pigrizia, accidia, inedia o “nullafacenza”: l’otium è contrapposto al negotium (l’attività pratico-manuale spesso legata agli affari, al “produrre”, oggi un milanese imbruttito direbbe “fatturare”) e il buon Douglas Mortimer propone 7 metodi, che qui elenco brevemente solo perché non voglio rovinare la visione di questo video, per sfuggire a questa frenesia del fare tutto e male (invito anche a leggere in merito il filosofo sudcoreano-tedesco Byung-Chul Han). Iniziare con 15min di non far nulla, lontani da ogni possibile fonte di produttività, ma anche da libri e soprattutto dispositivi elettronici; riscoprire il piacere della passeggiata (la gioia del Flâneur), anche leggendo “Der Spaziergang” (“La passeggiata”) dello scrittore svizzero Robert Walser; compilare un “taccuino dell’ozio” per registrare idee e sensazioni; (re)imparare a contemplare (osservare “il bello”); (ri)scoprire il piacere della lettura, anche fine a se stessa; (ri)scoprire l’orgoglio di oziare.

MUSICA

Ho conosciuto diversi gruppi musicali, alcuni italiani grazie ad un video di Mark The Hammer. E, a proposito di questo di questo musicista/youtuber, condivido anche il suo ultimo video, un tributo ad una delle voci e delle menti a cui il metal (e la musica in generale) deve tanto – di tributi dopo la recente dipartita di Ozzy Osbourne ne son stati pubblicati diversi, anche da parte di “insospettabili”, come la linguista (e “attivista antisessista”) Yasmina Pani che ha commentato il testo del brano più famoso del gruppo principale di Ozzy, i Black Sabbath.

Tarakan, folk metal, Russia, founded 2005-.

Ratti di sentina, punk rock, Italia, 1990s-.

Aexylium, metalcore/post-hardcore, Italia, 2010s-.

Lay of the Autumn, progressive metal, Italia, 2000s-.

Manegarm, folk/viking metal, Svezia, founded 1995-.

Moonlight Haze, power/progressive metal, Italy, 2000-.

Vallorch, gothic doom metal, Italia, 1999-.

To the Silence, atmospheric black metal, Italia, 2010s-.

Marco Giovanni Ferrario, fingerstyle guitar solo artist, Italy, 2020s-.

Birmingham, indie rock, UK, 2000s-.

Rolling Quartz, rock, Corea del Sud, 2019-.

Dreamcatcher, rock/metal, Corea del Sud, 2014-.


Come di consueto, buona lettura/visione/ascolto!

Immagine generata da me tramite sistemi di intelligenza artificiale generativa

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