Questo articolo è il secondo della trilogia dell’umano universale (1. Perché | 2. Come | 3. Cosa)
E allora zi’, ‘ste materie? Bro, esci fori ‘sti libbri! Percepisco l’impazienza di chi scalpita per capire quali materie e quali fonti “aggredire” per tentare di divenire uno scienziade come Fernandello, ma un po’ di pazienza: come scritto quando ho aperto questo spazio, l’obiettivo qui non è fornire la pappa pronta – o almeno… non subito. Insieme alla lista (c’è, perché c’è), per alcuni può essere interessante il “come” arrivo a decidere cosa abbia senso (soggettivamente, più o meno condivisibile) imparare, per poi andare in dettaglio alle risorse suggerite. Siamo qui per cercare di imparare a pescare da soli, non per elemosinare il pesce ogni volta da qualcuno che sa pescarlo.
La soggettività nella lista ha diversi gradi. Una frase attribuita a Michel de Montaigne recita: “Nel mondo non ci sono mai state due opinioni uguali, non più di quanto ci siano mai stati due capelli identici: la qualità più universale è la diversità”. Cosa ancor più vera se si chiede alla stessa persona quali libri consiglia (risposta che sarà funzione di quello che gli viene alla mente in quel momento, a causa anche di “bias di recenza”, ma anche di gusti che son cambiati nel tempo, di libri che possono essere più adatti a certe fasi della vita, nel frattempo ha conosciuto altri libri ed altri ne sono stati pubblicati, ecc…).
Figuriamoci chiedendolo a sistemi probabilistici come i chatbot (sì, l’ho fatto, ho interrogato l’oracolo LLM, ma Gesù mi ha già perdonato, cit. – o almeno il chatbot confessore… ovviamente scherzo, nel senso che non sono stato chattassolto, ma i bot in stile chat/text with Jesus esistono sul serio).
A prescindere dalla vastità “orizzontale” degli argomenti e dalla loro profondità, come scritto nella prima parte, giova ancora ripetersi “memento mori” (“ricordati che devi morire” – “sì sì, mo’ me lo segno proprio”), ricordare a ‘na certa di staccare, secondo il buon Pareto 80/20: inutile spingere oltre un certo grado di conoscenza, a causa di diminuzione in termini di ritorno di tempo ed impegno profusi, come ho scritto meglio in altri articoli… a meno che vogliate arrivare al top 1% di conoscenza di uno specifico argomento, ma il tempo è una coperta corta. In altri termini, per ricordare il compianto maestro Youtubo Anche Io: la perfezione non è il nostro obiettivo, ma la nostra tendenza. Consiglierei, in tal caso, di rimandare ad una successiva occasione (completato “il giro” di tutte le materie), oppure di ritagliarsi una piccola porzione di tempo extra per continuare ad approfondire la materia X per arrivare ad esempio al livello 120% mentre si inizia a studiare la materia Y da portare al livello 100% (ove 100% è il livello che ci siamo prefissati di conoscenza di tutte le materie da umano universale).
Ascoltando e leggendo per cercare ispirazione
Il passo successivo è stato cercare fonti che parlano del tema dell’umano universale, nella speranza di cercare ispirazione per ulteriori considerazioni che possono essermi sfuggite nella prima parte, ma soprattutto per vedere cosa dicono singoli e comunità in merito alla questione, considerato che in molti hanno chiesto da dove iniziare e cosa studiare – ogni tanto capita anche che qualcuno fornisca risposte sensate. Riporto la maggior parte delle varie fonti consultate in circa tre giorni, in fondo al presente articolo. Iniziamo.
- Come Leonardo da Vinci, non partire da zero per inventare cose, ma impara guardando e copiando (come si suol dire: non devi reinventare la ruota); la musa principale per Leonardo era la natura: se si vuole tentare di diventare come lui, disconnettersi dai dispositivi elettronici (connessi e non) e connettersi alla natura (v. “Walden” et al.). I suoi numerosi manoscritti sono sparsi nel mondo, non basta raccoglierli tutti, ma anche “cross-referenziarli” (almeno da questo punto di vista ci aiutano sistemi di “secondo cervello” da utilizzare anche come Zettelkasten – io personalmente da un po’ uso Obsidian, ma ci sono tante alternative). Leonardo in particolare ha lasciato oltre 7.000 pagine di schemi, schizzi e descrizioni spaziando da materie più “analitiche” (come ingegneria meccanica e non, architettura, ma anche parte di anatomia/fisiologia) all’arte, passando per scienze naturali, geologia e astronomia.
- Guardando ad esempi più moderni, Charlie Munger non ha studiato solo economia e finanza, ma anche storia (stessa cosa che direi anche per Ray Dalio, considerata la sua nota divulgazione in merito a cicli storici da un punto di vista economico) e soprattutto psicologia – questo non è così inusuale ultimamente, visti ad esempio premi Nobel per l’economia a psicologi come Daniel Kahneman. Possiate riposare in pace, Charlie e Daniel, grazie per la vostra opera divulgativa e per il vostro esempio.
- I libri, per quanto siano considerati tra i mezzi più noiosi, restano ancora uno dei modi più efficienti per apprendere velocemente conoscenza in profondità. State alla larga dai “quick hack” e da presunte scorciatoie spacciate da fuffaguru del miglioramento personale, come la lettura esageratamente veloce da film di fantascienza (qui non siamo in Matrix, non c’è alcun bocchettone ad alta trasmissione dati da infilare da nessuna parte). Imparate un buon metodo di studio basato su ricerche scientifiche e prassi validate e consolidate, oltre che ovviamente utilizzare strumenti efficaci. Cercate di mettere in pratica e richiamare (active recall) le info apprese.
- Lo studio non deve trasformare in gobbi rachitici come nell’immaginario si dipinge Giacomo Leopardi da solo e chino sulla scrivania: accanto allo studio “cerebrale”, ricordarsi ogni giorno di svolgere attività fisica e praticare arte/musica o in generale di esprimere creatività, oltre a curare la socialità. Non mi dilungherò qui, perché esula dal discorso specifico del cercare di capire come diventare un umano universale, ma le abitudini (How (yet another book on) Atomic Habits made me think) sono fondamentali per la riuscita in questo compito che dura tutta la vita, successivamente scriverò un articolo sulla “routine” (non solo “morning” e niente frivolezze in stile “skincare routine” da youtuber/tiktoker), che possa essere di ispirazione per capire come creare una struttura per la gestione del proprio tempo in maniera bilanciata e sostenibile. Importantissimo: via negativa, “minimalisticamente” tagliare in modo netto sia le distrazioni sia il consumo di monnezza (mi spiace dirlo, ma è arrivato il momento per me di smettere di buttare una quantità poco salubre di ore per seguire i miei amati trash e nonsense, il costo è troppo alto se penso a tutto lo scibile e la pratica che escludo dalla mia limitata esistenza per ogni singolo minuto di spazzatura e di contenuti vuoti e/o noiosi, ne ho visti abbastanza).
- Considerare di sviluppare competenze anche da “maker” (come la stampa 3D) per design personalizzati e adattamenti, per poi mettere a disposizione i propri prototipi e servizi su siti come Etsy.
- La meditazione (che già pratico e che ho già consigliato in Perché meditare – pro e contro) e la contemplazione non sono, invece, una perdita di tempo, ma aiutano a migliorare la concentrazione e a prendere familiarità con un sano horror vacui, in un’epoca di continuo e diffuso rumore, in cui è sempre più difficile imparare a stare da soli coi propri pensieri, soprattutto quando sembra “poco produttivo”. Aiuta anche a sviluppare autodisciplina (in un’aurea mediocritas oraziana, né incapaci di stare focalizzati oltre due minuti, né esageratamente ossessionati sulla propria passione), trasferibile nell’apprendimento e nella pratica delle diverse materie, oltre ad apprezzarne maggiormente la bellezza, per non parlare poi dell’accrescimento dell’empatia e della visione oltre gli schemi – non vi spunterà il terzo occhio, ma riuscirete a vedere qualcosa che altri non vedono, quasi come avviene per la “vedenza” dell’ispettore Catiponda.
- Quando possibile, riversare/praticare la conoscenza teorico-pratica in progetti “reali” (come detto nella parte 1, che sia per noi stessi, ma anche possibilmente di aiuto agli altri… come umilmente spero questi articoli siano di aiuto/ispirazione per qualcuno)
- Se non rallenta eccessivamente lo studio, si può provare a insegnare agli altri (o a immaginare di farlo) – nel caso estremo, in modalità Feynman di spiegarlo ad un bambino di 5 anni… o almeno farlo per i punti salienti e per qualche selezionata lista di argomenti. Nel mio caso specifico, proverò a condividere in modalità “learning in public”, in maniera più specifica e approfondita rispetto ai miei articoli “WILL” mensili. Se non mi richiede troppo tempo/sforzo, magari condivido anche una dashboard.
- Oltre a Leonardo, sono esistiti altri “polymath” storici, come Hildegard di Bingen, teologa, scrittrice, musicista, scienziata, ma anche interessata alla filosofia, alla politica e tanto altro. C’è anche da dire che la conoscenza dell’epoca “finiva prima”, non sono livelli paragonabili; va però riconosciuto che un tempo era decisamente più comune trovare musicisti scienziati matematici filosofi (per quanto certamente un lusso non accessibile alla massa, a differenza di oggi, in cui il limite non è il costo, ma la distrazione). Esistono “polymath” più recenti oltre oceano, come Benjamin Franklin, ma guardando ad esempi “famosi” contemporanei non metterei sul loro stesso piano personaggi come Bill Gates. Soprattutto: non è una gara a chi è più puro come umano universale (cit. adatt.), altrimenti finiamo come Homer Simpsons che scopre quanto Thomas Edison si sentisse “inferiore” rispetto al pluricitato Leonardo.
- La “metodologia Pacman” suggerisce di procedere per “prossimità”, restando in quadranti/gruppi simili, prima di spostarsi, per minimizzare lo sforzo e consolidare maggiormente delle conoscenze in un ambito. Possono essere utilizzati dei “varchi” per saltare da una zona ad un’altra molto distante, ma vanno utilizzati con moderazione ed intenzionalità, per evitare di disperdere energie e concentrazione.
- Come ricordato da Jordan Peterson (e tantissimi altri), non confondere la saggezza con l’intelligenza – del resto, mentre per l’intelligenza esistono test per stimare una misura del QI, per la saggezza è difficile fare comparazioni, benché sia spesso un fattore molto più importante. Importantissimo anche ricordarsi di restare umili (per esperienza personale, le persone più ignoranti che ho conosciuto erano anche le più arroganti, eviterò di fare nomi, ma ricordo vividamente alcune discussioni con alti ufficiali, dirigenti e politici italiani, tanto saccenti quanto insopportabili e incapaci all’ascolto). Inoltre, raggiungere importanti traguardi intellettuali non deve in alcun modo giustificare un sentimento di superiorità morale; soprattutto: massimo rispetto per chi svolge lavori manuali e non ha avuto possibilità e mezzi di elevarsi intellettualmente (ma anche fosse solo per mancanza di voglia, questo non deve in alcun modo autorizzare a sentirsi principini di ‘stagranceppadiminkia passando accanto a chi si spacca la schiena per strada o nei campi, garantendo la produzione, il corretto funzionamento, la manutenzione e la riparazione di beni e servizi). Analogamente, evitare di dare dello stupido a chi non la pensa come noi.
- Attenzione al sovraccarico cognitivo (come già detto in più di una occasione), ma anche tenere in considerazione eventuali specificità, come dipendenze o possibili disturbi come ADHD; non che sia impossibile intraprendere il cammino verso l’umano universale, ma vanno probabilmente presi opportuni accorgimenti.
- David Epstein pone l’accento sulla sana curiosità degli atleti che provano un po’ tutto prima di diventare campioni in una specifica disciplina, dei bambini che hanno la fortuna di esplorare tanto prima di prendere decisioni su cosa fare da grandi (e questo è un tema a me molto caro: lasciate che i bambini esplorino liberamente, sognino, sperimentino ed abbiano adeguata esposizione a diverse occasioni e possibilità, senza essere stressati ed incasellati – per usare una metafora cara ad alcuni psicologi: adottate con loro l’approccio del giardiniere per assecondare la loro natura e farli crescere al meglio, non del falegname che impone la propria idea con l’accetta). Suggerisce inoltre di saggiare il terreno prima di lanciarsi eventualmente in una determinata specializzazione o carriera (come abbiamo già visto in Designing Your Life: Build a Life that Works for You (with interactive mind map!)). E ricorda anche quanto detto da Freeman Dyson: il complesso ecosistema del mondo ha bisogno sia di rane specialiste, sia di uccelli “integratori”.

Utilizzare i chatbot responsabilmente
Gli LLM, come detto di recente anche da Michele Boldrin, non dovrebbero essere presi come un vero mentore che ci guida in un percorso di studi, a causa di allucinazioni e di raccolta da fonti non necessariamente autorevoli, difficilmente “pesabili” e valutabili per chi non è già molto avvezzato alla materia. Mi sento di andare più nello specifico: nella sua materia (economia), esiste notoriamente una forte componente politica ed ideologica, ci sono tante scuole di pensiero in merito a raccolta, gestione e distribuzione di risorse, esistono tanti argomenti di macroeconomia, microeconomia, economia politica, tributaria, d’impresa, ecc… in cui diversi economisti dissentono – avevo un collega che era in fissa quando uscì la “battaglia rap Keynes vs. Hayek“. Ancora peggio quando si va verso psicologia (e ricordo ancora che esiste anche un’intersezione tra queste due materie), in cui esistono decine di scuole diverse – tra l’altro difficile metterle in ordine in una eventuale classifica. Se invece si tratta di basi di materie STEM, salvo alcuni casi particolari, difficile sbagliare di molto, a meno che si chiedano risorse e argomenti di biologia e si ricevano risorse di creazionismo o che spingano “wokamente” verso la negazione del sesso biologico.
Può esistere poi anche un utilizzo alternativo, che è quello di chiedere di integrare la conoscenza pregressa e addirittura cercare di farsi suggerire dei “ponti” tra due materie, come possono essere sicurezza informatica e intelligenza artificiale, ma sono già utilizzi avanzati che esulano dalla costruzione iniziale dell’umano universale.
Per i chatbot, più che come mentori, esistono utilizzi un po’ più circoscritti, come chiedere il riassunto di alcune informazioni (anche se possono trascurare dettagli che invece per noi possono essere fondamentali), oppure chiedere di farci delle domande a mo’ di flashcard, per testare quanto abbiamo appreso.
Chi ne ha la possibilità, contatti un mentore vero, un cultore della materia – idealmente, più di uno, con visioni ed esperienze diverse.
Ad ogni modo, ho dato una possibilità a vari LLM, per sentire diverse campane, benché in realtà molti attingano da fonti simili.
Nota metodologica: ho chiesto ad ogni modello all’incirca la stessa domanda (adattando eventualmente il prompt per farlo digerire meglio al modello specifico), ovverosia: quali discipline dovrebbe conoscere l’umano universale, quali argomenti padroneggiare per ogni disciplina e perché. Raccolto tutti i dati (che vi risparmio, perché questo articolo è già un pippozzo di oltre 4.000 parole), li ho poi “reimpastati” sempre tramite chatbot, infine ricontrollati e revisionati manualmente da me stesso medesimo. Non è stato semplice, mi aspettavo un’esecuzione più semplice ed indolore e invece:


Questo è come immagino sia andata nel backend:

Cosa suggeriscono solitamente le varie fonti
Nota importante: tralascio le ovvie “meta-competenze” richieste, che do per scontate come prerequisito fondamentale (fossimo all’università, direi che sono insegnamenti propedeutici): pensiero critico (qui c’è un mondo), comprensione matematica e in particolare logica e statistica, capacità di ricerca e comprensione testi di diversa natura, competenze tecniche di strumenti di base (tra cui un minimo di programmazione ad esempio per poter elaborare e organizzare i dati, nel caso peggiore almeno saper guidare un LLM a scrivere qualche script necessario), pianificazione e gestione del tempo, abilità almeno di base nella gestione delle informazioni (il massimo sarebbe la creazione e manutenzione di un “second brain”) possibilmente capacità comunicativa avanzata almeno nella propria linguamadre (ma mi spingerei a dare per scontata la conoscenza della lingua inglese e basi di almeno un’altra lingua).
I vari utenti di Reddit che si son espressi sull’argomento (e sono davvero pochissimi ad essere andati nello specifico, il grosso restava sul vago) hanno suggerito:
- Filosofia e Logica: fondamentali per il pensiero critico, l’analisi degli argomenti, l’etica e la formazione di visioni del mondo coerenti.
- Matematica e Scienze Formali: comprendono argomenti come statistica, probabilità, matematica teorica e informatica — indispensabili per il ragionamento analitico e la modellizzazione di sistemi complessi.
- Scienze Naturali: fisica (classica e quantistica), biologia, chimica e scienze della terra sviluppano la comprensione empirica e l’alfabetizzazione scientifica.
- Storia e Scienze Sociali: la comprensione delle dinamiche culturali, economiche, politiche e sociali aiuta a contestualizzare la conoscenza e favorisce una visione interdisciplinare.
- Arti e Letteratura: l’esposizione all’espressione creativa, all’estetica e alla narrativa accresce la flessibilità cognitiva e l’intelligenza emotiva.
- Lingue: imparare più lingue stimola la plasticità cerebrale e la competenza interculturale.
- Psicologia e Scienze Cognitive: offrono approfondimenti sul comportamento umano, strategie di apprendimento, percezione e creatività.
- Tecnologia e Ingegneria: la familiarità con le tecnologie emergenti, inclusa l’intelligenza artificiale, la robotica e la scienza dei dati, supporta applicazioni pratiche.
- Apprendimento di Strumenti Musicali: migliora la disciplina, il riconoscimento di schemi e la creatività.
- Scrittura e Diario Filosofico: incoraggia riflessione, sintesi e chiarezza di pensiero.
- Programmazione e Sviluppo Software: sviluppa capacità di problem solving e alfabetizzazione digitale.
- Attività Fisica e Arti Marziali: coltiva la connessione mente-corpo, la disciplina e la resilienza.
- Partecipazione alla Cultura Maker (fai-da-te, elettronica, falegnameria): sviluppa competenze pratiche e una comprensione diretta dei sistemi.
Riusciranno i vari LLM a suggerire di meglio? Lo scoprirete nella prossima puntata! Anche perché mi serve un po’ di tempo per reimpastare e rivalutare, combinando con i titoli che avevo collezionato nel corso del tempo, per poter scrivere la mia personale “lista definitiva”, che in realtà definitiva non sarà: nell’ottica del blog come “giardino digitale”, mi riservo di aggiornare la lista della parte 3 di questa trilogia dell’umano universale.
Valutazione delle condizioni iniziali
Questa è una parte del tutto personale, può essere utile per qualcuno che voglia farsi i fatti miei, ma soprattutto per chi cerca una metodologia con cui poter replicare un simile lavoro di crescita personale. La valutazione è soggettiva, è difficile attribuire quantitativamente un punteggio in una scala da 0 (totalmente all’oscuro di una certa disciplina) a 10 (dove 9 è “conosco tutto”, il 10 è per chi si sente in odore di premio Nobel). Serve per capire dove si deve spingere di più per arrivare a un livello dignitoso, mentre ci si può adagiare (dal punto di vista di questo obiettivo di conoscenza globale) sui settori che sono ad esempio oggetto di anni di studi accademici ed esperienza professionale: se, ad esempio, uno ha frequentato il liceo classico e successivamente completato il percorso di studi di medicina e chirurgia, magari potrà tralasciare la ripetizione (o l’approfondimento) di temi di filosofia e biologia, per dirigere i propri sforzi verso informatica ed economia. Lo ripeto un’ultima volta, promesso: qui si sta parlando di conoscenza, da non confondere nè con l’intelligenza, nè con l’esperienza. Intelligenza è la capacità bruta delle prestazioni di un mezzo che guidiamo (che possiamo sfruttare o tenere spento), la conoscenza è sapere in maniera più o meno approfondita com’è fatto un percorso su cui guidare, l’esperienza è avere all’attivo un gran numero di km, sì, ma in diverse condizioni di guida e su diverse tipologie di tracciato (non è esperienza aver percorso 300.000km nel solito tragitto casa-lavoro in città e senza mai aver visto neve o pioggia). La “forma finale” desiderata da ognuno è fortemente soggettiva, dettata da interessi, bisogni e vari parametri, ma resta di primaria importanza coprire tutte le discipline ad un livello dignitoso.
Un’importante considerazione finale
Diventare l’umano universale non deve essere visto come una pesante rinuncia, in contrapposizione con “il resto della vita”. Al contrario, la considero parte integrante di un concetto più ampio, che è quello del “buon vivere”: sviluppando un’ampia conoscenza, unitamente alla pratica di interessi come musica, arte, teatro, danza (ognuno può aggiungere qui quello che più gli piace per esprimere se stesso/a e la propria creatività), ad una moderata ma costante attività fisica, al cucinare per una sana e piacevole alimentazione, all’assicurarsi ogni notte un adeguato sonno ristoratore, al coltivare relazioni profonde (e non quelle aberrazioni superficiali che distorcono il significato di “rete di contatti” a.k.a. “er netuorchi”), in generale prendersi cura di sè e possibilmente degli altri… insomma, curandosi di sé e (ove/come possibile) del mondo, non assicuro sarà possibile raggiungere il nirvana (o equivalente), ma si saprà che si è almeno cercato fattivamente di trascorrere pienamente una buona esistenza, oltre a raggiungere con soddisfazione importanti traguardi personali, intervallati magari dalla ricezione di osservazioni come: “complimenti, lei ha gran gusto!” (cit.).
Riferimenti:
Pubblicazioni
Nessuna. Non ho trovato alcun paper che si interrogasse su quali materie dovrebbe padroneggiare un moderno umano universale. Evidentemente, non c’è interesse in tal senso.
Video
- Ask Adam Savage: Career Paths for Makers and Polymaths – Adam Savage’s Tested
- Come diventare Leonardo da Vinci | Mario Taddei | TEDxNovara – TEDx Talks
- Diventare Leonardo Da Vinci – RAI 2012 Leonardo3 documentario – Mario Taddei
- How To Make To-Do Lists Like Leonardo da Vinci (Life Changing) – Growth Quest
- becoming smart is easy, actually – easy, actually
- Become A Renaissance Man With 3 Hours/Day – Odysseas
- How To Become A Modern Polymath – Robin Waldun
- How to Become a Polymath (The Smart Way) – Rise Above Reality
- World’s shortest guide to becoming a Polymath. – World’s shortest
- Paths to Polymathy | Ben Vandgrift | TEDxCharlotte – TEDx Talks
- How to Become a Polymath (Master Multiple Skills Like a Genius!) – PainThink
- The Polymath Method: How To Master Any SKILL! – The Inner Odyssey
- How to Become a Polymath – Anthony Metivier
- Why multi-passionate people need to approach mastery differently – The Career Archetypes
- skills to learn in 2025 – Collin The Chad
- How to Master ANYTHING in Life | Polymath Guide – Zendicay
- Nature of Genius 322 PolyMaths – YaleCourses
- Become A Renaissance Man With These 4 Hobbies – Odysseas
- All power to the polymath: Ella Saltmarshe at TEDxLSE 2013 – TEDx Talks
- How to Master Multiple Skills – Talent Stacking – The Polymath
- The Future of Learning: How ChatGPT Can Help You Become a Polymath – The Polymath
- The Disappearing Polymath | Marek Hubbell | TEDxSurreyUniversitySalon – TEDx Talks
- How To Become A Modern Polymath & Win In The Information Age – Sam Matla
- The Modern Polymath | Kaloyan Dimitrov | TEDxYouth@ACSofia – TEDx Talks
- From Polymath to Pacman Theory | Maggie Wu Wai Chung | TEDxEDHECNice – TEDx Talks
- Millennial polymathy: Mili Ghosh at TEDxUofIChicago – TEDx Talks
- Jordan Peterson: Advice for Hyper-Intellectual People – PhilosophyInsights
- Cognitive overload — rewire your brain in the digital age | Darren McNelis | TEDxTallaght – TEDx Talks
- Blue: A Polymathic Performance | Matt Nickerson | TEDxSUU – TEDx Talks
- What’s wrong with being a “Jack-of-All-Trades”? | John Halpin | TEDxSainteAnnedeBellevue – TEDx Talks
- How Falling Behind Can Get You Ahead | David Epstein | TEDxManchester – TEDx Talks
- Polymathy and Purpose. | Stephanie Hill | TEDxDoncaster – TEDx Talks
- Being a Renaissance Person in the 21st Century | Randy LaFoy | TEDxMahtomedi – TEDx Talks
- What Skills Are Essential for Becoming a Modern Polymath in 2024? – r/selfimprovement
- IWTL: How to Be a Renaissance Man and/or a Polymath – r/IWantToLearn
- Guide/Advice for Becoming a Highly Effective Polymath – r/selfimprovement
- IWTL: How to Become a Polymath – r/IWantToLearn
- Reddit, I want to become a Polymath. How do I? – r/AskReddit
- Recommended topics to research and hobbies to pursue as a polymath – r/Polymath
- Chapter 0.351 – Redefining Polymathy for the Digital Age – r/Polymath
- Is this enough to be considered a polymath? – r/Polymath
- How I became the world’s greatest Polymath – r/Polymath
- An 18-year-old Polymath’s Journey Begins – r/Polymath
- Polymath Roadmap – r/Polymath
- Polymath Reading Lists – r/Polymath (menzione speciale: gli ultimi due link della sezione successiva)
- More Books on Polymathy – r/Polymath
Siti vari
Attenzione, la fuffa è potente soprattutto nei siti di psicologia, olisticamente resilientemente qualunquemente fuffa. Consiglio di leggerli solo se in questo momento tu, proprio tu, ti trovi in bagno ad espletare bisogni fisiologici ed hai terminato la lettura di tutte le etichette presenti sui prodotti di pulizia intorno a te, che magari conciliano anche l’attività con cui sei alle prese. Gli altri link, invece, possono essere forieri di (s)ventura culturale, sei sull’orlo di un ulteriore rabbithole, t’ho avvisato (“uomo avvisato… uomo avvisato”, cit. Paolo Bitta)
- https://fs.blog/charlie-munger-recommended-books/
- https://www.psychologytoday.com/us/blog/the-digital-self/202408/cultivating-the-modern-polymath-with-ai
- https://www.psychologytoday.com/us/blog/disconnection-dynamics/202411/reviving-the-ancient-polymath-spirit-to-meet-modern-challenges
- https://www.psychologytoday.com/us/blog/finding-the-next-einstein/201112/polymath-physicist-richard-feynmans-low-iq-and-finding-another
- https://www.psychologytoday.com/us/blog/beyond-school-walls/202005/cross-pollinate-your-mind
- https://markaziz.substack.com/p/why-2025-is-the-year-of-the-polymath
- https://theconversation.com/why-the-renaissance-man-and-woman-is-making-a-comeback-55603
- https://stevenmilanese.com/blog/the-modern-polymath-how-to-cultivate-a-multidisciplinary-mindset-in-the-digital-age
- https://stevenmilanese.com/blog/unraveling-the-tapestry-of-knowledge-a-polymaths-essential-reading-list
- https://www.lis.ac.uk/stories/a-reading-list-for-future-polymaths
- https://polymathcircle.substack.com/p/polymath-bookshelf
- https://www.forbes.ru/society/482606-knigi-nezavisimost-i-vynuzdennyj-dosug-kak-vyrastit-celoveka-epohi-vozrozdenia
- https://www.goodbooks.io/top-100/all-books
- https://web.archive.org/web/20241210084633/www.outerbridge.blog/articles/interdisciplinary-reading-list
- https://learnarena.com/images/pdfs/The%20Polymath%20Reading%20List.pdf