La rubrica del materiale informativo/creativo che consumo esce solitamente alla fine del mese, quindi perché lo sto pubblicando ora, a distanza di due settimane esatte dal precedente? Semplice: ci sono momenti in cui bisogna saper dire basta. Ho già scritto abbondantemente in merito alla Bulimia informativa. Forse seriamente un disturbo., quindi la soluzione è rallentare o addirittura fermarsi. Non è tanto perché in due settimane ho completato il numero di libri e corsi che la persona media completa in diversi anni, ma semplicemente serve un momento per far decantare le informazioni acquisite e far respirare il cervello. Mi prendo un paio di settimane di pausa, che non vuol dire spegnere la mente, semmai il contrario: sono periodi in cui revisiono materiale o, ancora meglio, rifletto ed eventualmente scrivo (qualcosa poi verrà rielaborato e pubblicato). Proseguo ora col consueto elenco di contenuti fruiti, sperando possano fornire spunti e spronare a lettura/ascolto/visione – ogni consiglio ulteriore è benvenuto, la sezione “commenti” è lì apposta :).
NOTA PROVVISORIA: pubblico ora proprio per impostare un limite, entro poco tempo dovrei completare con mini riassunti della sezione “Video”.
LIBRI
L’ignoranza delle persone colte, William Hazlitt, Saggio filosofico, 1820
Un saggio filosofico (scoperto tramite Rick DuFer) su cui non sono totalmente d’accordo (sì, anche con DuFer, ma in questo caso mi riferivo allo scritto di William Hazlitt). Cercando di riassuntazzare brutalmente come non mi piace fare (ma un po’ sì :D), l’autore contrappone il sapere teorico+tecnico di persone “sapienti” (che potremmo vedere in stereotipizzazioni di dotti, professoroni, filosofi, medici, ingegneri e così via) rispetto a quello più “terreno” dato dal buon senso comune che si può carpire parlando con la gente semplice tutti i giorn (vivendo “le cose del mondo”, tra i comuni mortali, in un “Dasein” di cui ho parlato più volte, sia nella filosofia occidentale sia im quella orientale). L’ho trovato leggermente controverso se portato all’estremo, perché potrebbe passare il messaggio che i dati non rappresentano la realtà (e per carità: è vero che “la mappa non è il territorio”, come ben spiegato nei The Great Mental Models – General Thinking Concepts, ma sempre meglio un modello approssimato e uno studio non perfetto che non campare di aneddoti e di pure sensazioni con intuizioni spesso distorte da bias e fallacie). Inoltre non me la sento di accomunare troppo i diversi tipi di cultura: un conto sono alcuni discorsi filosofoci o pensieri psicologici a volte totalmente campati in aria, un altro è la conoscenza delle leggi alla base di fisica e chimica. E non è solo il contrasto tra scienze dure e molli (e non scienze per nulla), ma proprio l’ambito di applicazione (soprattutto nel caso dell’arte e in settori ad alta astrazione dal pratico, ma mi si perdoni quest’espressione infelice). Il rischio è che si vada poi nella direzione descritta da Thomas M. Nichols nella “morte dell’expertise”, in cui la figura di esperto viene spesso denigrata non solo perché la massa non capisce che non si può pretendere certezza nella descrizione di alcuni fenomeni (per non parlare di previsioni future), ma anche perché l’esperto viene visto come troppo distante dalla gente comune e quindi “cosa ne sa lui dei problemi quotidiani della gente?”.
Utile comunque cogliere lo spunto a non restare troppo nella propria torre d’avorio che poggia su basi di libri, bene mantenere i concatti col volgo ed in generale con la realtà. Che è anche il motivo per cui, soprattutto quando viaggio, trovo il tempo e il modo di scambiare chiacchiere profonde (diffidenza e barriere linguistiche permettendo) con la gente del posto, per cercare di capire come vivono e pensano altre persone (la maggior parte delle persone, quelle che non tengono conferenze né scrivono saggi). Questo libro è una bella perla che raccomando a mia volta (ricordando che si tratta comunque di un’opera di due secoli fa).
Deep Thinking: Where Machine Intelligence Ends and Human Creativity Begins, Garry Kasparov, AI/Scacchi/Biografia, 2017
Chiunque sia interessato anche solo un minimo agli scacchi, o anche solo in generale alle competizioni in cui può entrare in qualche modo un sistema artificiale, ha sicuramente sentito parlare dell’incontro scacchistico che ha visto protagonista il sovietico Garry Kasparov (oggi azero; non intendo nel senso che il comunismo si è dimostrato fallimentare e caduto a zero, ma che Kasparov è nato a Baku che all’epoca era URSS e oggi è Azerbaijan). Solitamente non si ricordano tanto le sconfitte, quanto le vittorie, ma questo è stato un caso molto particolare: è stata la prima volta che un gran maestro di scacchi (da non confondere con un gran maestro della massoneria) campione del mondo ha perso contro una macchina. A proposito di macchina (ma inteso invece come automobile), mi ha fatto venire in mente questo fantastico cortometraggio di Cyanide and Happiness. Il buon Garry ha avuto un’anticipazione di quello che molti lavoratori hanno già subìto ed altri subiranno a breve: scoprire che un computer (o una rete di computer) può superarci, come risultati, persino in compiti che un tempo reputavamo complicati su più livelli, ma soprattutto in cui c’è di mezzo del ragionamento spesso molto personale. Questo libro apre a diversi spunti, dal classico confronto di studenti con una calcolatrice all’analisi molto più profonda del senso delle nostre azioni e della vita – un po’ come succede leggendo, sempre sul tema di intelligenza artificiale, i libri di Nick Bostrom. Perché le implicazioni di questa rivoluzione non sono puramente tecniche, ci sono tanti campi fondamentali che vengono scossi: dall’etica alla creatività, dal senso dello svolgere alcune azioni al concetto di ragionamento (e le grandi implicazioni che può avere, a volte del tutto imprevedibili). Kasparov non è un luddista e si mostra anzi abbastanza ottimista, nell’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie non per rimpiazzare, ma per potenziare l’essere umano – dello stesso avviso anche Barbara Oakley, ne ho scritto nello scorso WILL. Molto bello il passaggio in cui parla dell’apprendimento (o meglio: del non apprendimento) dei giovani che approcciano gli scacchi (e, per estensione, coloro che imparano qualcosa di nuovo), in cui nota il grande rischio di ripetere come automi ciò che viene consigliato da una macchina senza realmente capire i sottostanti, senza afferrare il perché una cosa vada fatta in un certo modo, il rischio di abbandonare del tutto non solo la memoria, ma anche il pensiero critico e la capacità anche solo di porsi delle domande. Ringrazio Milo Jones (professore della IE Business School che ha registrato il corso “Intelligence Tools for the Digital Age”) per aver consigliato questo libro; libro di cui a mia volta consiglio la lettura, ma una lettura integrale solo a chi ha un ELO 1.000: battute a parte, a chi non ha neppure idea di cosa sia un punteggio Elo, consiglio di saltare le lunghe parti in cui entra nel merito delle competizioni scacchistiche, che possono risultare particolarmente noiose ai non giocatori e ai non appassionati di biografie. Per il resto, soprattutto per il capitolo finale, assolutamente interessante e direi quasi necessario in questo momento storico.
Sottomissione, Michel Houellebecq, Romanzo fantapolitico, 2015
Libro dello stesso autore di “Estensione del dominio della lotta” (il suo romanzo di esordio, di cui ho parlato nel WILL di agosto), consigliato dallo psicologo e youtuber del canale “Psicologia nell’angolo”. Contrariamente a quanto possa interpretare un lettore superficiale (o che cerca a tutti i costi di vedere come offendersi per sé e per gli altri, in quest’epoca del piagnisteo e delle trappole identitarie, per dirla come Robert Hughes e come Yascha Mounk), la critica dell’autore non è ad una certa cultura che prende il sopravvento, ma a quelle che si sottomette. Il linguaggio è un po’ esplicito solo in pochi passaggi, complessivamente non l’ho trovato particolarmente crudo, come invece possono essere le descrizioni ad opera di Charles Bukowski o Chuck Palahniuk. Diversi spunti interessati, per chi ha una mente aperta e critica capace di coglierli. Per gli appassionati di “fantapolitica”, ma soprattutto per chiunque ha piacere nel porsi domande di stampo psicologico, religioso, politico e sociale, una lettura diversa dal solito; libro consigliato.
Come sempre, Morgan Housel, Finanza personale (?), 2021
Su questo, poco da dire. Non perché io abbia già profuso troppe energie e tempo nel descrivere gli altri tre libri qui sopra, quanto piuttosto perché già il primo libro di questo autore non mi ha colpito particolarmente (ne ho scritto nel precedente WILL), questo è decisamente molto meno interessante. Una premessa già di per sé banale (e frutto di eccessivo riduzionismo), sul fatto che “i fondamentali” sono uguali da sempre – perché a questo punto possiamo anche fermarci a basi fisiologiche e persino di collaborazione sociale e dire che gli umani non differiscono molto dalle formiche (tirando in ballo video come questo). A questo, si aggiunge un elenco interminabile di aneddoti (personali e di amici) come solo autori negli USA sanno fare, per poi portarli a legge universale. Se il suo primo libro l’ho consigliato ad un potenziale 16enne che non ha mai letto davvero nulla di finanza personale e di psicologia sociale, questo lo sconsiglio a chiunque, quasi ai livelli (ance se libri totalmente diversi) di “Autostrada per la ricchezza”, con cui M. J. DeMarco ha raggiunto nella mia classifica il primo posto di “fuffarolo pleonastico” (un concetto di una paginetta che è diventato un enorme mattone di carta in slang statunitense che parla alla pancia dei poveracci). Risparmiate il vostro tempo per libri più interessanti.
CORSI
Novembre è il “Cybersecurity Awareness Month”, quindi a ottobre è andata così, con un po’ di corsi di sicurezza informatica, che purtroppo un po’ m’hanno deluso, avrei sperato qualcosa di più innovativo rispetto a quello che avevo studiato tanti anni fa, ma probabilmente si è già raggiunto un certo livello di maturità (rispetto alla grandissima spinta che avevo osservato ai tempi in cui eravamo pochi “innovatori”). Ad ogni modo, cerco di riassumerli estremamente e di aggiungere un giudizio come se fossi un neofita che tratta alcuni argomenti per la prima volta.
Cyber Security Technologies, Illinois Tech
Di corsi di sicurezza informatica ne ho seguiti (ed anche scritti e tenuti personalmente) diversi. Questo è riuscito bene nell’affrontare diversi tematiche in maniera bilanciata, sia a livello di tempo suddiviso nei vari capitoli, sia nel trovare un buon compromesso tra teoria alto livello e dettagli. Apprezzato particolarmente la parte inziale in cui si accenna brevemente alle possibili carriere, considerato che la maggior parte delle persone pensa che la sicurezza informatica sia principalmente l’interazione tra hacker (rigorosamente incappucciati in felpa nera al buio, forse una felpa che cambiano meno spesso di quanto Heidi cambia i suoi vestiti sudando sui monti, povere caprette che hanno a che fare con lei) e, dall’altra parte, tecnici informatici che prima seguono Duccio “apri tutto” per erogare servizi e poi sono costretti a chiudere e bloccare – per chi vive in Italia, il grosso del “cyber” viene visto forse da avvocati riconvertiti “esperti (?) digitali” che producono scartoffie e forse pensano di bloccare APT a colpi di lettera, comma, di cui visto considerato il paragrafo si approva con ss.mm.ii., ai sensi del regolamento che nel frattempo l’attaccante è entrato, visto, uscito e nessuno se n’è accorto. Tornando al corso, quindi, si parla di: carriere e tendenze nell’immediato futuro, controllo degli accessi, scripting, sicurezza in architettura (nel senso di definizione strutture informatiche) con progettazione ed implementazione (ciclo di vita, virtualizzazione, Dev SecOps, threat modeling, preparazione in caso di fallimento e tanto altro), sicurezza fisica, sicurezza delle reti a tutti i livelli, crittografia, business continuity e disaster recovery, per poi finire con un accenno a leggi, regolamentazioni, compliance e investigazioni. Corso che consiglierei assolutamente a sia a chi vuole saperne di più (magari per intraprendere una carriera in quest’ambito), sia a tutti gli informatici in generale, che purrtroppo spesso non hanno neppure una vaga idea di concetti fondamentali di sicurezza: va bene la verticalizzazione e diventare super-esperti di un singolo settore, ma fino a un certo punto, perché alcune conoscenze trasversali sono importantissime, soprattutto se non si vuole restare il piccolo tecnico di laboratorio smanettone.
Microsoft Copilot for Security, Microsoft
Qui non c’è tantissimo da dire, in realtà, soprattutto se uno ha già una conoscenza base sugli LLM. Si parla appunto dei fondamentali degli LLM, per poi passare all’integrazione dei vari moduli dei prodotti Microsoft e come si può utilizzare Copilot in diversi settori legati alla sicurezza. Anche se “vendor-specific”, utile non solo nello specifico caso di utilizzo in ambiente Microsoft, ma anche concettualmente ad alto livello, come ad esempio lo studio di un certo Cloud va bene, come linea di principio, anche a chi poi utilizzerà un cloud diverso – va ovviamente integrata la parte specifica. Nella parte finale, non poteva mancare “come scrivere prompt efficaci”: onestamente, trovo assurdo che si dica come scrivere ad un sistema che è nato appositamente per interagire col linguaggio umano (a differenza dei linguaggi di programmazione), ma considerato che tantissime persone hanno problemi a comunicare (comprendere ed esprimersi), direi che “ci sta”. Abbastanza di nicchia, quindi consiglio solo a chi ha a che fare nello specifico con alcuni contesti affrontati nel corso, per tutti gli altri esistono tanti corsi molto più efficaci per capire come lavorare con un LLM.
Attacking the network, University of Colorado Boulder
Priimo dei tre corsi della specializzazione “Security and Ethical Hacking”. Parte con un’importante premessa: che quello che si impara non dev’essere mai utilizzato per arrecare danno (nè volontario, nè come effetto collaterale). Si mostrano librerie e strumenti come Ncat, Nmap, Scapy, Wireshark, Ettercap, ecc… ma anche alcuni specifici come Hydra, Crowbar ed altri. Port-forwarding, sslstrip ed altre tecniche, ma onestamente avrei parlato molto più del come e perché utilizzare le reti, anche a più alto livello, senza contare il fatto che la parte teorica è abbastanza frammetata, non viene fornito il giusto contesto: sì, è un corso avanzato, ma sarebbe bastato poco a inserire almeno dei link ai vari framework. Come per i due corsi successivi, lascia molto a desiderare, non consigliato.
Attacking Unix and Windows, University of Colorado Boulder
Secondo di tre corsi della specializzazione. Basi super-essenziali del sistema di gestione utenti e gruppi, per poter spiegare il privilege escalation, per poi passare al lateral movement. Corruzione di memoria, versione estremamente ridotta del minimo indispensabile per capire come sfruttare CALL e RET (da vedere in un debugger, quindi un minimo di Assembly x86), con esempio di fuzzing, creazione di shellcode (con msfvenom) ed exploitation. Accenno di sistemi per riduzione successo attacchi (ASLR, DEP, stack canary) e come riuscire a superarli. Cerca di comprimere troppo in troppo poco materiale, il risultato è che questo corso non è utile nè al neofita nè al senior. Esempi del genere servono a confermarmi quanto un corso ben fatto sia importante e che molti corsi non sono ben fatti: rispetto a esplorare per conto proprio questi concetti, questo corso è solo leggermente meglio, ma ci sono tantissime alternative migliori.
Attacking Web and AI Systems, University of Colorado Boulder
Terzo e ultimo corso della specializzazione. Dopo un breve ripasso di una piccolissima parte dei protocolli utilizzati nel web (quindi ovviamente HTTP e poco altro), un accenno estremamente ridotto ai server, ai client e ai browser (wget, cURL, ec…), passa subito a mostrare strumenti (es.: Wireshark, Burp, ma anche Cyberchef, ecc…) e principali tecniche, prendendo come riferimento sia il sito di Burp (o meglio di Portswagger) sia OWASP (non necessariamente i “top 10” tipi di attacco stilati ogni anno). Si parla quindi di XSS, CORS, CSRF, Clickjacking, DOM-based vulns e così via, andando anche leggermente oltre con un po’ di avesion, encoding, obfuscation. L’ho trovato onestamente piuttosto carente, sarebbe stato interessante mostrare come l’AI può supportare attacco e difesa in tal senso (sia nell’encoding di payload, sia nel testare vulnerabilità), senza contare l’assenza di alcuni attacchi base come le SQL injection. Insomma, non uno dei migliori corsi sull’argomento. Per la parte LLM, un po’ troppo superficiale; come riferimento, ancora Top 10 OWASP (nel settore ML), si parla di SoK, poisoning e backdooring di LLM, di uso (poco) sicuro di APIs e funzioni, plugins, gestione poco sicura dell’output, path mapping per cache deception… ma non entra mai nello specifico, come ad esempio avrei sperato di vedere come la deserializzazione può essere impattata dalla tokenization, ma ci sarebbe davvero tanto altro da vedere. Non so, penso che questo corso non lo consiglierei nè al neofita, nè all’esperto.
FILM E SERIE
Alfredo, Alfredo
Quei temerari sulle macchine volanti
Nudo di donna
Era ora (still time)
Straziami ma di baci saziami
VIDEO
Una selezione dei (troppi) video che ascolto su Youtube ed altre piattaforme
Pavel Durov – Telegram, Freedom, Censorship, Money, Power & Human Nature – Lex Fridman Podcast 482
In oltre 4h, Lex Fridman intervista Pavel Durov, il russo (con cittadinanza nevisiana, francese ed emiratina) fondatore del social network russo VK (VKontakte) e del servizio di messaggistica istantanea Telegram. Nella prima parte, si parla della sua vita “salutistica” (che a tutti gli effetti dovrebbe essere la norma, se non fosse che in occidente abbiamo normalizzato stili di vita discutibili e decisamente poco salutari), del perché non beve alcool e del perché nessuno dovrebbe farlo, soprattutto come “coping” (come Homer Simpson, “Hai mai bevuto per evadere dalla realtà?”). Tantissimi temi che partono dalle sue abitudini personali o dal suo trascorso e che aprono a diversi spunti tra cui: il crescere e vivere tranquillamente senza smartphone, lo stare a letto e in generale a pensare senza dispositivi elettronici accanto, esercizio fisico, astinenza da zuccheri e cibi processati, l’importanza della consapevolezza prima di prendere pillole per qualunque cosa (qui m’è venuta in mente “Farmacista” di Elio e le Storie Tese), gli eccessi della scuola sperimentale che a frequentato in giovenntù e che in un certo senso ha rimpazziato le classiche preoccupazioni adolescenziali (concentrandosi a conseguire tutte “A” anche se era risaputo essere un’impresa impossibile proprio “by design”), l’importanza della matematica nella vita per capire le cose, i pro e contro dell’abbondanza, la competitività necessaria da portare a qualcosa di costruttivo perché tanto altrimenti i ragazzi perderanno interesse e troveranno altri modi/campi per competere, ma c’è tanto, tanto altro. E ovviamente la vicenda inerente le sue accuse in merito a Telegram, la sua “resistenza digitale” in tal senso, discussioni tecniche da VK in poi, le righe di codice di cui è padre… ma anche la sua paternità in senso stretto, con prole sparsa per il globo. Insomma, un’intervista lunga ma tutt’altro che noiosa, consigliata.
The Ultimate Guide To Reinventing Your Life, Cal Newport
AI Could Wipe Out the Working Class – Sen. Bernie Sanders
09. Come costruire l’autostima e perché è fondamentale – Ongaro Podcast, Filippo Ongaro
10. Neuroscienza delle abitudini – come il cervello le crea, mantiene e come cambiarle, Filippo Ongaro
11. Il tempio che abiti, Filippo Ongaro
12. Come acquisire più consapevolezza e raggiungere felicità e salute, Filippo Ongaro, Filippo Ongaro
13. Relazioni di coppia – quando fanno stare davvero bene, Filippo Ongaro
14. Vivere a lungo – Non è mai stato l’obiettivo, Filippo Ongaro
15. Come affrontare il dolore e superare la sofferenza, Filippo Ongaro
16. Come sarà la medicina nel futuro, Filippo Ongaro
17. Come costruire uno spazio sacro nel caos della vita, Filippo Ongaro
18. Chi comanda nella tua testa – Mente automatica e potere della consapevolezza, Filippo Ongaro
19. Stai sprecando la tua vita – Tempo biologico e tempo vissuto, Filippo Ongaro
20. Integratori alimentari – aiutano davvero o sono inutili, Filippo Ongaro
21. Allenamento fisico e longevità – ecco i migliori consigli per vivere a lungo, Filippo Ongaro
22. Il potere del lasciar andare – cosa smettere di fare dopo i 40, Filippo Ongaro
23. Come vivere il tempo che passa come una crescita e non come una perdita, Filippo Ongaro
24. Come le relazioni possono migliorare la tua salute (o peggiorartela), Filippo Ongaro
25. Cosa significa davvero lavorare su se stessi (e perché migliora la vita), Filippo Ongaro
26. Felicità e salute – il legame invisibile tra corpo e mente, Filippo Ongaro
27. Il potere delle domande – come nutrono relazioni autentiche, Filippo Ongaro
28. Smettere di preoccuparsi – come liberare mente e corpo dallo stress inutile
29. Come liberare tempo per te stesso – salute, priorità e vita piena
30. Perché è così difficile cambiare – 5 ostacoli che sabotano la tua trasformazione, Filippo Ongaro
31. Detox psichico – liberare la mente dalle tossine emotive, Filippo Ongaro
32. Stress – come trasformarlo da nemico ad alleato, Filippo Ongaro
33. Cliniche della longevità – tra scienza, esperienza e futuro, Filippo Ongaro
34. Mindset della longevità – la chiave per vivere meglio e più a lungo, Filippo Ongaro
35. Il paradosso della salute – perché essere sani sembra strano, Filippo Ongaro
Venditori di noi stessi, Dario Bressanini
How Did The World Get So Ugly?, The Cultural Tutor | Sheehan Quirke
Italiano neopopolare e italiano digitale, Yasmina Pani
5 consigli per gli Universitari!, More Entropy for Life (Giacomo Moro Mauretto)
Giacomo fornisce i suoi consigli per uno studente universitario, che io in realtà estenderei a chiunque sia interessato al lifelong learning (ovverosa ad apprendere continuamente durante l’arco della propria vita). Ho anche lasciato un lungo commento sotto il video, che riscrivo anche qui:
LIBRI DI TESTO. Bene per il consiglio sui migliori manuali sulla materia, tanto che sto portando avanti un progetto (“l’umano universale”) in cui ho selezionato alcuni testi fondamentali per le basi della conoscenza (c’è anche una sezione con le materie che tratti, ovviamente). Da un punto di vista universitario, però, è bene ricordare che alcuni professori pretendono l’acquisto del proprio libro e vogliono sentirsi dire le stesse cose (errori compresi) che hanno scritto nella loro carta straccia strapagata. Al punto che essermi impuntato su un argomento su cui il professore aveva chiaramente torto mi stava quasi costando la bocciatura a un esame (consiglio ai giovani: in simili casi, lasciate correre e date ragione allo stolto che però ha il coltello dalla parte del manico).
ESAMI PROPEDEUTICI. Magari venisse spiegato già dalle superiori, dove invece purtroppo spesso i piani di studio non sono sincronizzati e quindi si imparano alcuni concetti “per fede”, in chiaro contrasto con la mentalità scientifica. Ad esempio, in fisica viene presentata un’equazione differenziale, prima di vederle spiegate in matematica, il che è un problema. Ricordo un insegnante di statistica (all’ITIS) che ci disse di prendere per buona la sua veloce spiegazione approssimata sulle derivate di ordine superiore al primo, necessarie ad esempio per il punto di flesso di una distribuzione (dove si annulla la derivata seconda, ma vanno verificate anche le derivate di ordine superiore). Questo fenomeno è tanto più amplificato quanto più si va avanti nelle specializzazioni. Se non dovesse bastare, integrate (non nel senso di integrali)! Se un corso dà per scontata la conoscenza di un certo argomento, andate quantomeno a ripassarlo, anche se lì per lì vi sembra di poter tirare dritto, raramente è una buona idea andare avanti a costruire su fondamenta scricchiolanti.
STATISTICA. Qui ci sarebbe tantissimo da dire, totalmente d’accordo che dovrebbe essere compresa da chiunque, in una nazione devastata dall’analfabetismo funzionale già quando si tratta di capire frasi elementari, figuriamoci quando si parla di dati! Che siano numeri o grafici, la “data literacy” è fondamentale per capire i fenomeni: se non si capisce neppure la differenza tra media e mediana, se non si ha cognizione del concetto di varianza e se non si ha una minima idea anche delle basi di probabilità è veramente difficile capire il significato di alcune situazioni del mondo reale, che interessano tutti. Ho dato una mano a medici specializzati che non avevano la minima idea di come condurre uno studio ed interpretare i dati, non oso immaginare la loro compresione di alcuni fenomeni nonn necessariamente a livello epidemiologico.
APPROCCIO. Sulla modalità di affrontare l’università come fosse una scuola in cui ottenere massimo rendimento (il voto più alto possibile in un dato tempo limitato) col minimo sforzo è un problema non da poco, ma d’altra parte capisco anche chi si incattivisce, soprattutto in università con un elevato numero di studenti. “Non scholæ sed vitæ discimus”, sì, bello, ma d’altra parte si scontra con un calendario d’esami senza senso, con una pressione esacerbata da contesti in cui non ci si può permettere il lusso di andare fuori corso. Quello che posso suggerire, in tal caso estremo, è di puntare a un paretiano 80/20 (focalizzandosi sugli argomenti chiesti più spesso, il resto comunque almeno leggerli), riservandosi però di ristudiare una volta laureati, soprattutto nel caso in cui decidiamo di intraprendere percorsi lavorativi attinenti al proprio percorso di studi.
14 – Il gusto amaro del rancore- Ispirazioni mattutine con Lama Michel Rinpoche
1 – Togliere il piede dall’acceleratore – Mercoledì al Kunpen con Lama Michel Rinpoche
2 – Prepararsi al viaggio – Mercoledì al Kunpen con Lama Michel Rinpoche
9 – Il potere rigenerativo del silenzio: Mercoledì al Kunpen con Lama Michel Rinpoche
MUSICA
Anemone, Psychedelic Pop, Canada, 2015-.
A ‘na certa, uno si stufa del solito indie. Non è il caso dell’ascolto di questo gruppo musicale, dalle sonorità vintage, certo, ma che ci mette del suo. Consiglio di partire dall’ascolto di questa registrazione in presa diretta
Benthos, Progressive Metal, Italia, 2017-.
Múr, Post Metal, Islanda, 2018-.
Buona fruizione.
